Minturno è un comune in provincia di Latina, il cui nome sembra derivare dal greco Minothauros, benchè alcuni sostengano che il nome abbia al contrario origini etrusche o ebraiche.
Durante la dominazione romana Minturno era situata lungo il percorso dell'Appia Antica. Sempre a quei tempi, fu il luogo dove si rifugiò Caio Mario, in fuga dalle truppe di Silla.
Minturno fu distrutta una prima volta dai longobardi tra il 580 e il 590 ed una seconda dai Saraceni nell'883, scacciati poi da Papa Giovanni X, per poi essere nuovamente rasa al suolo dagli Ungari.
Passata sotto il controllo di diversi Casati, fu assalita nel 1799 dai Francesi che combattevano le città alleata a Fra' Diavolo
Tra le attrattive di maggior interesse del paese, troviamo il campanile della chiesa di San Pietro, il ponte borbonico sul Garigliano"Castello Baronale", diverse chiese, le rovine della città romana di Minturnae.
Cenni storici
Minturno sorge in collina (m.141) a dominare il basso corso del fiume Garigliano, ed è l'ultimo centro costiero della provincia di Latina e del Lazio prima della Campania. Le sue origini si fanno risalire a diversi secoli prima di Cristo, quando faceva parte della Pentacoli Aurunca.
Si fa derivare il suo nome da me-nath-ur, preda del fuoco, o da minothaurus, il dio solare cretese. Minturno ha due volti, come le due località in cui si concentra la sua storia: un volto romano a Minturnae, nelle vicinanze della foce del fiume Garigliano, e uno medievale sulla collina in cui si formò a partire dal VI secolo l'attuale città. Dunque epoca romana in pianura, epoca medievale in collina. Minturnae è una città parzialmente scoperta, le campagne di scavo, specialmente quelle recenti, hanno messo in evidenza un ricco materiale archeologico. L'attenzione principale si accentra sul Teatro Romano, in ottimo stato di conservazione e sede di numerose rappresentazioni teatrali durante la stagione estiva. Dopo un florido periodo derivante dalla protezione romana, Minturnae seguì la sorte degli altri centri del Golfo: oppressa dalle continue scorrerie saracene e dalla malaria la popolazione, per proteggersi si trasferì sulle vicine colline, dove venne pian piano formandosi il nucleo attuale, al quale fu dato originariamente il nome di Traetto, che conservò fino al 1879. Il toponimo deriva dal traghetto - trajectus - che consentiva l'attraversamento del fiume Garigliano all'epoca privo di ponti.
L'età della dominazione saracena terminò nel 915, con la storica battaglia del Garigliano, grazie alla lega cristiana promossa dal pontefice Giovanni X, che comprendeva oltre allo stato Pontificio diverse altre signorie dell'Italia centro-meridionale. Ed è proprio in questa circostanza che il pontefice, in premio, confermò all'ipato di Gaeta il dono di Fondi e Traetto. Così, dal X secolo a quasi tutto il XVII, ebbero successivamente dominio i duchi di Gaeta, i principi normanni di Capua, i conti dell'Aquila , i Caetani, i Colonna.
Alla morte senza legittimi successori di don Nicola Carafa Guzman, principe di Stigliano, il ducato di Traetto, formato dalle terre di Traetto, Maranola, Castellonorato, Spigno, le Fratte (Ausonia), Castelforte e Suio fu devoluto al fisco e nel 1690 comprato dal conte Antonio Carafa, la cui famiglia ne ebbe il possesso fino all'abolizione della feudalità (1861).
Oggi Minturno è una città che integra la propria economia con i proventi della piccola agricoltura, del commercio e del turismo, che si fonda sugli oltre sette chilometri di litorale, alle spalle di Monte Rotondo; sul Parco regionale di Gianola-Monte di Scauri e su una importante presenza archeologica, l'antichissima Minturnae. La città conserva intatto uno spirito antico che rivive nell'attaccamento alle usanze: ancora oggi le donne meno giovani vestono il ricco e tradizionale costume della "pacchiana.
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