Situata nel sud del Lazio, a due passi da Formia e sulle rive dello splendido golfo omonimo, Gaeta è una cittadina moderna sorta sulle basi della vecchia città.
Una volta superata la paura una splendida vista si aprirà davanti i vostri occhi. Durante la camminata potete fermarmi a ammirare l'impronta del turco, che, secondo la leggenda, impresse la sua orma sulla nuda roccia.
Il castello aragonese, formato da due strutture, quella angioina e quella aragonese vi aspetta sul colle dominando la città e il porticciolo
Cenni storici
Gaeta dà il nome all'ampio golfo che conclude la parte orientale della costa laziale: il Golfo di Gaeta; esso è delimitato ad ovest dal Monte Orlando (m. 171) mentre a est si estende fino ai Campi Flegrei (Napoli) e copre il territorio dei tre centri che si affacciano direttamente sul Golfo, partendo da ovest: Gaeta, Formia e Minturno. Gaeta sorge sullo sperone di Monte Orlando, oggi Parco Regionale urbano. Secondo la tradizione raccolta da Virgilio, la città trae il nome da Cajeta, nutrice di Enea, la quale su questi lidi avrebbe avuto sepoltura:
"Tu quoque littoribus nostris Aenetia nutrix Aeternam moriens famam Caieta dedisti" (Eneide, VII, 1-2)
Il colto Strabone, forse con maggiore realismo, ma con assai meno poesia, fa derivare invece il nome di Gaeta dalla voce dorica Kaidas, cavità, in riferimento alle fenditure e grotte che si aprono nella costa. Nell'età storica Gaeta non è ricordata per avvenimenti storici di qualche rilievo, alle origini forse la città era solo lo scalo portuale di Formia. La località era invece rinomata per le sue costose ville disseminate sul litorale che si estende sino a Formia. Ancora oggi ammiriamo i mausolei dei consoli Lucio Munazio Planco (I secolo d.C.) sulla sommità di Monte Orlando e di Lucio Sempronio Atratino (73-20 a. C.), sul versante settentrionale dell'omonimo colle. Nell'arco di tre - quattro secoli Gaeta si trasformò completamente e divenne uno dei baluardi militari dell'Italia centro - meridionale. Dopo un periodo di sottoposizione a Bisanzio (metà del VI secolo) Gaeta si costituisce in ducato indipendente sotto Giovanni II (836-875), investito di console e doge di Gaeta. Cinta di mura, castrum, dall'ipata Docibile I diventa nella metà dell'XI secolo il rifugio delle popolazioni dell'area circostante, esposte alle continue aggressioni saracene.
Nella sua tricentenaria storia di governo autonomo (839-1140) Gaeta divenne un importante repubblica marinara e acquistò il diritto di battere una sua moneta, il follaro. Esaurita questa fase storicamente e culturalmente importantissima, la città subì la dominazione normanna e con Ruggero II divenne città di confine del grande regno verso lo Stato della Chiesa assumendo nel contempo un graduale carattere di piazzaforte con varie cortine di bastioni, tanto che sarà poi definita la "chiave del Regno di Napoli". Nei secoli successivi Gaeta fu ancora al centro di tutte le vicende belliche che investirono la penisola a causa della sua posizione strategica tra Roma e Napoli ed ebbe il privilegio di ospitare sovrani, ricevendone importanti costruzioni, civili e religiosi, che hanno conferito al nucleo urbano, arroccato sull'estrema punta del promontorio, una particolare impronta storico - artistica: tra i tanti, il Castello, divenuto sede regale con Alfonso d'Aragona negli anni 1436/42. L'ultima funzione di baluardo si ha nel 1860, quando vi si rifugiarono i reali di Napoli, Francesco II e Maria Sofia, conclusasi con la capitolazione il 13 febbraio 1861, fine della monarchia borbonica e nascita del Regno d'Italia. Consolidatasi nella cittadella medievale di S. Erasmo, Gaeta si è sviluppata successivamente anche nella pianura esterna alle mura a ridosso delle colline di S. Agata, dei Cappuccini e dell'Atratina. La Gaeta moderna non ha nulla da invidiare a quella ricca di storia e di passato. Le sue spiagge, ben sette: S. Agostino, S. Vito, Arenata, Ariana, Quaranta Remi, Fontana e Serapo la rendono un affermato centro balneare.
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